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Nessuna strada o monumento della Città Eterna sembra essere sfuggito all’occhio della macchina fotografica. Saremmo quasi tentati di andarcene! Il basso costo deve solo comportarsi!

1. Il ladro di biciclette

Vittorio De Sica, 1948, Italia
Il film più bello della storia del cinema, secondo Woody Allen. E non stava scherzando. In ogni caso, il lavoro emblematico del neorealismo italiano. In un popoloso sobborgo di Roma, un collezionista di poster, Ricci, ha rubato la sua bicicletta e il suo sostentamento. Dopo aver cercato invano di recuperare la sua proprietà, deve decidere di volare a sua volta. Questo dramma sociale ha illustrato la crisi economica in cui l’Italia era immersa nell’immediato dopoguerra. Il titolo originale, Ladri di biciclet al plurale, non ha fatto di Ricci un caso speciale; immersi nella miseria, molti italiani non avevano altra scelta che volare per sopravvivere. Il regista Ettore Scola ricorda di aver partecipato mentre andava a scuola una mattina, girando una scena del film, quella degli spazzini, Piazza Vittorio. La visione dell’altopiano tecnico avrebbe deciso la sua vocazione.
Gli attori, per lo più non professionisti, hanno recitato alle porte di Roma, nel quartiere della Val Melaina, Pinciana, Monte Sacro, tutti situati a nord della città, ma anche sulla riva sinistra del Tevere, nel Quartiere di Trastevere, oggi saturo di bar e investito da giovani urbani. Per quanto riguarda il ciclismo, buona fortuna. Roma non è ancora Amsterdam e ci sono ancora sette colline.

2. A Roma con amore

Woody Allen, 2012, Stati Uniti / Italia / Spagna
Dopo essersi fermato a Londra, Barcellona e Parigi, Woody Allen continua il suo Grand Tour a Roma. Molto liberamente ispirato al processo narrativo implementato nel Decameron del Boccaccio, A Roma con amore è un mosaico, una rete di intrighi, aneddoti, incomprensioni in cui un apprendista architetto (Jesse Eisenberg), una prostituta (Pénélope Cruz), una star ufficiale della realtà trasformata in TV (Roberto Benigni), un croque- morte con il timbro lirico, … I critici hanno giudicato questo lavoro minore nella filmografia del regista, probabilmente impedendo di girare in tondo.
I personaggi di Woody Allen non conoscono la crisi. La sua Roma turistico e soleggiato è inferiore a quello degli studenti rotti rispetto a quello dei possessori di una carta American Express Gold. Il film fa una passeggiata turistica nella Città Eterna, fermandosi sui gradini del Colosseo, Piazza di Spagna o Palazzo Farnese. Se hai intenzione di rimanere a Roma, puoi, come i protagonisti del film, risiedere nella pittoresca Trastevere e goderti un cocktail al Bartaruga, Piazza Mattei.

3. La dolce vita

Federico Fellini, 1960, Italia / Francia
il Dolce vita è ora sinonimo dell’età d’oro del cinema italiano. Fellini ci accompagna sulla scia di un reporter dai tabloid, interpretato da Marcello Mastroianni, che corre da un’apparizione miracolosa della Vergine a una stellina di Hollywood attraverso il soggiorno di un intellettuale bipolare e un castello di aristocratici depravati. In breve, una via crucis perché questi vagabondaggi notturni compongono un’immagine sorprendente e piuttosto crudele dell’alta società romana dell’epoca tanto quanto un labirinto iniziatico che mette a nudo i cuori. Abbandonando i codici della narrativa tradizionale in questo film, Fellini divenne uno dei leader della modernità cinematografica. La Dolce Vita gli ha permesso di ottenere una gloria immediata e duratura, una Palma d’oro a Cannes e gravi minacce di scomunica.
L’arredamento del Dolce vita è quello di una Roma glamour da morire. La Fontana di Trevi, in cui Anita Ekberg fa il bagno di mezzanotte, ora personifica la Città Eterna. Fellini colloca diverse scene in Via Veneto (ricostruita a Cinecittà per l’occasione), dove i personaggi del film iniziano i loro viaggi notturni, nonché alle terme di Caracalla, Quirinale, Tivoli. Quando raggiungi la costa, puoi anche camminare lungo la spiaggia di Fregene, vicino a Fiumicino, dove il mostro della sequenza finale si esaurisce e riprodurre l’ultimo colpo del film, affrontando la ragazza che saluta Marcello con un piccolo segno della mano. Niente è più dolce di questa visione.

Fontana Di Treviso

La fontana di Treviso, dove Anita Ekberg fa il bagno in La Dolce Vita

4. Vacanze romane

William Wyler, 1953, Stati Uniti
In questa fiaba prodotta da Paramount, una principessa in visita protocollo a Roma scappa e si addormenta su una panchina. Si sveglia tra le braccia di un principe azzurro, in realtà un giornalista troppo felice della manna, che lo rimuove sul suo cavallo bianco, una Vespa incontaminata, prima di portarlo in viaggio. Il duo formato da Audrey Hepburn e Gregory Peck funziona perfettamente. Uno ha gli occhi da cerbiatta, l’altro un mento quadrato e tutti sono felici. Il sogno americano va in vacanza qui.
Vacanze romane accumula le cartoline della Città Eterna: il Colosseo, Castel Sant’Angelo, Piazza Venezia e la Bocca della Verità, un’antica maschera sigillata nel muro della chiesa di Santa Maria in Cosmedin. Ideale per individuare la terra prima di andare a Roma. Puoi anche noleggiare la Vespa di Gregory Peck. Ma soprattutto, non dimenticare la piccola sciarpa per mademoiselle e la giacca per Monsieur. Cavalca i giovani!

5. La pancia dell’architetto

Peter Greenaway, 1987, Gran Bretagna
Un architetto americano, invitato a organizzare a Roma una mostra su un visionario architetto del XVIII secolo, il francese Étienne-Louis Boullée, inizia a soffrire di crampi allo stomaco, sospetta che sua moglie si arrenda ai progressi di un giovane collega, e buio in paranoia. Un ex studente di Belle Arti, artista visivo e regista britannico Peter Greenaway dà libero sfogo alla sua passione per le forme in questo film estetico e rigore geometrico.
Se non hai sedativi in ​​tasca, segui l’itinerario del personaggio principale, lo sfortunato Kracklite, in un Roma monumentale, rischio di diventare un incubo. Ma non sei più al cinema. Sei in buona forma, con un occhio arricciato e stai per ammirare l’antico foro, il mausoleo dell’imperatore Augusto, il Pantheon, la Villa Adriana, a Tivoli e tutti gli splendori architettonici degli Urbs. Il film di Greenaway mostra anche edifici più moderni, come il monumento a Vittorio Emanuele II, in Piazza Venezia, soprannominato la “macchina da scrivere” dai romani. E per farsi un’idea del talento di Étienne-Louis Boullée, i parigini possono recarsi all’Alexandre Hotel, 16 rue de la Ville-l’Évêque, nel 7 ° arrondissement. Questo è l’unico edificio che ci ha lasciato.

6. Mamma Roma

Pier Paolo Pasolini, 1962, Italia
Una vecchia prostituta, Mamma Roma, decide di rifare la vita con suo figlio Ettore, cresciuto lontano da lei. Si trasferiscono in uno dei nuovi quartieri che crescono nella periferia di Roma. Ma il ragazzo parte per uscire per le strade in compagnia di giovani oziosi … dopo il secondo film di Pasolini Accattone, imposta la scena del suo universo lontano dal centro storico, tra lotti liberi, città popolari e antiche rovine. Pasolini ha affidato il ruolo della madre ad Anna Magnani, diva del cinema italiano e attrice di temperamento resa famosa dalla sua interpretazione in Roma, città aperta di Roberto Rossellini.
Influenzato dal neorealismo, Pasolini scuote le ossa quando filma la vita quotidiana di un sobborgo di Roma, i suoi deserti e la sua miseria sociale. Li sublima anche con i suoi viaggi e il ricorso alla musica di Vivaldi. Seguire le orme di questo poeta, attratto dal mondo dei teppisti e degli estranei, è di recarsi nei grandi complessi romani costruiti dopo la guerra nel sud-est della città, come il quartiere Don Bosco e la sua basilica degli anni ’50, ma anche i suoi resti antichi, in particolare l’acquedotto di Aqua Claudia. Sarai vicino ai leggendari studi di Cinecittà accanto ai quali, non all’interno, il regista a margine che era Pasolini ha girato alcuni dei suoi film.

7. Diario

Nanni Moretti, 1993, Italia
Da questo film itinerante e introspettivo, Nanni Morreti crea una relazione personale. È un diario e un diario in immaginigustoso come può essere il film del suo autore e tagliato in tre parti. Un viaggio in Vespa nella sonnolenta Roma dei giorni estivi, un viaggio alle Isole Eolie dove si discutono argomenti sociologici e l’odissea di un paziente che non sa più a quale medico rivolgersi per il trattamento. cancro … Questo lungometraggio girato in prima persona ha guadagnato a Nanni Moretti il ​​premio per la messa in scena a Cannes.
Appollaiato su uno scooter, Nanni Moretti ci invita a girovagare casuali e fluidi in una Roma fuori dai circuiti segnati e dai riferimenti obbligatori. Questo percorso libero inizia a Garbatella, una zona residenziale nel sud della capitale, le cui facciate ocra e gli edifici stravaganti risalenti agli anni 1920 possono essere apprezzati. Conduce il direttore alla spiaggia di Ostia, dove il poeta e regista Pier Paolo Pasolini fu assassinato nel 1975. Attraverso i meandri del percorso, si possono anche esplorare aree urbane che non attraggono nessuno. “Allora, andiamo a vedere Spinaceto” … I sogni ad occhi aperti del camminatore solitario sono anche declinati in italiano e con la macchina fotografica in mano.

Garbatella

Il distretto di Garbatella, che può essere visto nel Journal Intime

8. La Grande Bellezza

Paolo Sorrentino, 2013, Italia
Roma: capitale della decadenza che si piega sotto una bellezza in cui il classico e il barocco si sovrappongono in una inesauribile matassa di strade sature di arte e storia. Jep Gamberdella, lo scrittore che divenne giornalista socialista dopo un singolo romanzo pubblicato quattro decenni fa, cammina con uno sguardo vago, vagabondo e introspettivo. Non sappiamo chi, dalla città millenaria o dall’elegante napoletano che è diventato incoronato re della vita mondana, sia lo specchio dell’altro, riflettendo questa tragicommedia. La città e la vita si fondono in un crepuscolo, guidati da viaggi ispirati, rivelando frammenti di conversazioni, sguardi sorpresi, volti indecifrabili.
Il film fa tornare quelli che non hanno mai visto Roma e quelli che la conoscono, vogliono tornare; camminare lungo le rive del Tevere, da Castel Sant’Angelo al ponte Mazzini, strofinarsi con la sagoma del Colosseo, ma anche vagare in luoghi un po ‘più segreti, come le strade che circondano la chiesa di Santa Sabina (l uno dei meglio conservati del periodo paleocristiano), dove inquietanti volti in pietra formano fontane sul colle Aventino.
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